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venerdì 6 giugno 2014

3.7) Telegramma


"Aprii il cassetto del comodino, osservai a lungo le fatture del telefono, i telegrammi..."
(Cap 47, pag 250)


Il telegramma è un sistema di comunicazione inventato nel XIX secolo. 
L'origine della parola indica il testo trasmesso attraverso telegrafo e anche il foglio stesso su cui il messaggio è scritto.
Il primo telegramma fu spedito da Samuel Morse (biografia) il 24 maggio 1844, coprendo la distanza da Washington a Baltimora.
Il messaggio conteneva una citazione biblica dal Libro dei Numeri: What hath God wrought! ("Che cosa Dio ha creato!").
Il codice Morse, detto anche alfabeto Morse, è un sistema per trasmettere lettere, numeri e segni di punteggiatura per mezzo di un segnale in codice ad intermittenza. Fu oggetto di studio di Samuel Morse 
dal 1835, ma venne realizzato dal tecnico Alfred Vail, suo collaboratore.






Molto utilizzato per trasmettere in maniera veloce dei brevi messaggi di testo, a partire dal secondo dopoguerra perse gradualmente la sua rilevanza per via della ormai capillare diffusione del telefono (anni Cinquanta) e per l'avvento di nuove forme di comunicazione (Fax e posta elettronica). 

Oggi il telegramma è diventato definitivamente superato, salvo alcuni rari casi nel mondo: ad esempio in Italia se ne spediscono ancora 12 milioni e mezzo all'anno per inviare le condoglianze o messaggi di congratulazioni per eventi quali matrimoni, nascite e simili (spedire un telegramma tramite Poste Italiane)


Telegramma italiano di esempio

3.6) Macchina da scrivere: Remington Typewriter

"Ci chiese di lasciargli la sceneggiatura perchè, 
se gli fosse piaciuta, 
l'avrebbe riscritta con la sua Remington"

(Cap 60,pag 367)




LA STORIA



Nel 1867 Christopher Sholes e Carlos Glidden inventarono la prima macchina da scrivere che ha permesso ad un dattilografo di essere più veloce di uno scrivano. Il brevetto fu venduto per 12.000 $ con  Remington and Sons (già famoso come produttore di armi), per commercializzare  dal 1873 quello che era conosciuto come il Sholes e Glidden Type-Writer.

Il nome Remington ha profondamente segnato la storia delle macchine da scrivere, è considerata la prima macchina da scrivere prodotta in serie.



E' stato calcolato che nel 1882 le macchine in uso in America erano 2300 e circa 70000 nel 1887 tra cui 35.000 Remington.
Nel 1905 si calcolava che la produzione industriale procedesse addirittura al ritmo di una macchina al minuto.








I PRIMI MODELLI REMINGTON



Remington No 1


1873 - Remington No.1, la prima macchina a portare il nome Remington ma nella sostanza è una revisione della già citata Sholes e Glidden. Fu presentata nel 1876 alla Esposizione Mondiale di Philadelphia. E' stata  preceduta da una'ampia campagna di stampa che ne illustra i requisiti e ne elenca i vantaggi sulla scrittura manuale.

1878 - Remington No.2 fu una macchina completamente rivoluzionata rispetto al modello precedente: misure e forma assomigliano molto alla nostra idea di una moderna macchina per scrivere Aveva 39 tasti e la famosa tastiera "QWERTY" con la possibilità di scrivere in maiuscole e minuscole mediane un tasto Shift che, facendo muovere all'indietro il carrello, comandava le maiuscole.
Remington No 2


1886 - Remington No.3 presenta un carrello più largo da permettere l'inserimento di un foglio di cm 35,6 (14") e l'aggiunta di tre nuovi tasti, rispetto al modello precedente, portandola così a 42 tasti.


1883 - Remington No.4 fu il primo modello economico con solo caratteri delle maiuscole.


1887 - Remington No.5 molto simile al modello No.3, prodotta per soddisfare l'esigenze di mercato Europeo ed in particolare un carrello largo per poter inserire un foglio di carta largo 24 cm.
Remington No 5




Per i modelli successivi si visiti clicchi sul seguente link http://machinesoflovinggrace.com/rems.htm dove troverete tante informazioni e fotografie dei modelli 


La "moderna" Remington portable

lunedì 26 maggio 2014

3.5) Cabine telefoniche

"Chiamali da una cabina, ce l'hai un gettone? [...] 
Si  poteva telefonare da alcuni negozi, drogheriee caffè, dove il titolare, con abile spirito imprenditoriale, aveva installato dei telefoni"
(Cap. 42, pag 224)






Le cabine telefoniche si diffusero in tutti i paesi industrializzati a partire dagli anni '10 del XX secolo.

In Italia, l'installazione della prima cabina telefonica pubblica, risale al 10 febbraio 1952 in piazza San Babila a Milano, per iniziativa della concessionaria Stipel. In Italia le cabine telefoniche hanno ospitato diversi tipi di apparecchi telefonici: dai telefoni con combinatore a disco, a tastiera, only card di colore rosso con cornetta nera (immagine a fianco) ed infine al modello Digito in funzione dal 2002, tuttora presente nelle cabine attive. 

A partire dagli anni duemila, il calo dell'utilizzo delle cabine telefoniche ha pregiudicato anche l'uso delle schede telefoniche, infatti nonostante la Telecom Italia ne distribuisca ancora la vendita, attualmente è pressoché improbabile trovare un rivenditore fornito che le metta in commercio. Le postazioni pubbliche telefoniche attive, difficilmente presentano la sola fessura per l'utilizzo esclusivo della scheda telefonica; al contrario invece, una percentuale dei telefoni pubblici (perlopiù quelli installati nelle strutture pubbliche o private) presentano la sola fessura per i pagamenti in moneta.

 I gettoni telefonici uscirono dalla circolazione il 31 dicembre 2001 con l'avvento dell'euro e le schede magnetiche sono diventate oggetti sempre meno utilizzati.

Nel 2005 si stimava la rimozione quasi totale delle cabine sul territorio italiano (attualmente 103mila circa), tuttavia nel 2011 si è registrata un'inversione di tendenza e la Telecom sta valutando la loro sostituzione con cabine di nuova generazione. 
2012 --> A Torino, nasce la CABINA TELEFONICA INTELLIGENTE 

sabato 17 maggio 2014

3.4) Il Televisore

"Fatma, a differenza degli altri domestici occidentali, non aveva la Tv in camera. Da quando quattro anni prima la televisione turca aveva cominciato a trasmettere, noi avevamo comprato un televisore e ogni sera Fatma si sedeva sul punto più lontano del salotto."
(Cap 48, pag 256)






La prima televisione venne commercializzata da Baird tra il 1928 e il 1934 nel Regno Unito, Stati Uniti e Russia. Questi apparecchi erano inizialmente delle radio con l'aggiunta di un dispositivo televisivo, costituito da un tubo al neon dietro a un disco meccanico rotante (brevettato dall'ingegnere Nipkow nel 1884, vedi approfondimento sottostante)..
Nel periodo 1930-33 vennero vendute circa un migliaio di unità e, entro la Seconda Guerra Mondiali, si stima che siano state prodotte circa 19.000 unità. Successivamente, per esigenze belliche, la produzione si ferma nell' Aprile 1942, per riprendere nell'Agosto del 1945.
Dalla metà degli anni '60 iniziano a diffondersi in tutto il mondo i televisori a colori mentre in Italia, si diffusero ancora apparecchi-televisivi in bianco e nero ancora tra gli anni '50 e '60.



Video che spiega il funzionamento dei display CRT (Tubi catodici)




DISCO DI NIPKOW



Il disco di Nipkow è un dispositivo meccanico a disco che analizza e riproduce le immagini. Fu inventato il 24 dicembre del 1883 da Paul Gottlieb Nipkow.
Il sistema di scansione dell'immagine è basato sull'uso di un disco rotante con una serie di fori disposti a spirale, ciascuno spaziato dal successivo della larghezza dell'immagine.
Un fascio dell'immagine illumina ciascuna riga dell'immagine attraverso i fori. l'intensità del fascio (che dipende dall'immagine) è convertito da un segnale elettrico dalla cella.
Dal lato ricevente un disco rotante identico ruota alla stessa velocità di fronte ad una lampada la cui intensità luminosità varia in base al segnale luminoso ricevuto.
La scansione dell'immagine è completata dopo un'intera rotazione del disco e, se la rotazione avviene con sufficiente velocità, l'occhio umano non percepisce i frammenti dell'immagine ma l'immagine nella sua interezza.
Tuttavia, a causa delle enormi difficoltà pratiche, e soprattutto a causa della mancanza di un adeguato metodo di amplificazione dei segnali elettrici deboli, Nipkow non tenterà mai di realizzare praticamente la sua idea.
Il sistema di Nipkow fu poi messo in pratica da John Logie Baird nel 1925.




sabato 10 maggio 2014

3.2) Storia del Cinema: parte II

"Di preciso non me lo ricordo perchè nella mia mente 
<<si era spezzata la pellicola>>. Questa espressione la usavano i giovani... " 
(Cap. 49, pag 269)



L'INVENZIONE DELLA 
PELLICOLA CINEMATOGRAFICA 




Una pellicola cinematografica è un nastro di poliestere o di triacetato di cellulosa che contiene una serie di diapositive (fotogrammi), che vengono proiettate in successione tramite un apposito proiettore cinematografico.








La pellicola cinematografica è una invenzione di George Eastman, che nel 1885 inventò la pellicola in celluloide come supporto per gli alogenuri di argento fotosensibili. Con il XX secolo, l'avvento delle macchine dei fratelli Lumière e l'esplosione commerciale del cinema nacquero altri formati e altre possibilità, come quella del colore.
La pellicola più usata e quella standard della case cinematografiche è quella a 35 mm, con quattro perforazioni per fotogramma secondo il progetto di Thomas Edison, che l'aveva usata per primo.


Ogni fotogramma è fiancheggiato da una o più perforazioni, necessarie affinché il proiettore possa agganciare la pellicola e farla scorrere con moto intermittente davanti al fascio di luce necessario alla proiezione.
Sui bordi della pellicola sono poi collocate le tracce audio, oggi codificate secondo vari standard, tutti presenti negli attuali film 35mm.






DOCUMENTARIO A CURA DEL GIORNALE LUCE





domenica 4 maggio 2014

3.1) Storia del Cinema: parte I

A partire dalla metà del libro, dopo che il protagonista Kemal ri-incontra l'amata Fusun, si parla della realizzazione di un film in cui lei sia l'attrice principale. Da queste pagine numerosi sono i riferimenti alla cinematografia come la sceneggiatura, locali frequentati da attori in cerca di contratto, case cinematografiche emergenti ecc...



Da metà giugno andammo a vedere più di cinquanta film nei cinema estivi all'aperto. 
Espongo qui i biglietti, le fotografie, le locandine... " 
(Cap. 52, pag 287)





I FRATELLI LUMIERE 


Auguste Marie Louis Nicolas Lumière, nato a Besançon il 19 ottobre 1862, e Louis Jean Lumière, nato a Besançon il 5 ottobre 1864, avevano la fotografia nel sangue: il padre era un noto imprenditore e fotografo e permise ai figli di fare le prime esperienze nel settore: Auguste come direttore, e Louis come fisico.

Proprio il fratello minore, grazie alle sue conoscenze, affinò la tecnica della lastra secca, la pre-pellicola fotografica. I Lumière fecero la prima vera invenzione “cinematografica” nel 1894 con il cinématographe (cinematografo), un apparecchio rivoluzionario destinato a tutto il pubblico, che fungeva da camera e soprattutto da proiettore di immagini.


“La Sortie de l'usine Lumière" (l'uscita dalle officine Lumière) fu il loro primo film, proiettato il 28 dicembre 1895 davanti a un pubblico pagante al Gran Cafè del Boulevard des Capucines di Parigi.



IL CINEMATOGRAFO



Non che fossero stati i primi ad avere questa brillante idea:. Thomas Edison nel 1889 realizzò una cinepresa (detta Kinetograph) ed una macchina da visione (Kinetoscopio): la prima era destinata a scattare in rapida successione una serie di fotografie su una pellicola; la seconda consentiva ad un solo spettatore per volta di osservare, tramite un visore, l'alternanza delle immagini impresse sulla pellicola.

Ai fratelli Lumière si deve comunque l'idea di proiettare la pellicola, così da consentire la visione dello spettacolo ad una moltitudine di spettatori.


Il cinématographe proiettava su schermo bianco una serie di immagini nitide e ben distinte, precedentemente stampate su una pellicola attraverso un processo già utilizzato in ambito fotografico; in questo modo si mostrava l’azione in movimento o, almeno, si dava l'illusione dell’azione.
Dopo il proiettore, i Lumière apportarono una rivoluzionaria modifica alla pellicola cinematografica: crearono e brevettarono il foro di trascinamento, per permettere alla pellicola di scorrere nel proiettore.




DIRITTI DELL'INVENZIONE

Nel 1896 cominciarono un giro di propaganda con il cinématographe, a Londra e New York il successo fu immediato, una vera rivoluzione che lasciava a bocca aperta; altri macchinari furono creati al fine di noleggiarli e imporre il cinema nel resto d'Europa.
Si esposero alla copiatura dell’apparecchio ma, resistendo, i Lumière non vendettero nessuno dei loro cinématographe e, dopo svariate cause, solo nel 1900 decisero di cedere i diritti di sfruttamento dell'invenzione (dicevano che il pubblico si sarebbe stancato di osservare queste immagini in movimento e reputavano che il cinematografo sarebbe stato utilizzato solo per fini documentaristici, non come mezzo di spettacolo).





venerdì 4 aprile 2014

3.3) Radio a transistor

" La radio, veramente, non la portavo con me per ascoltare la partita: la portavo per fare colpo su di te!
Sono fiero di essere stato uno dei primi proprietari di radio a transistor di tutta Istanbul"
(Cap. 21, pag 138)



Nel novembre del 1954 venne commercializzato il primo apparecchio radio interamente a transistor.
Il transistor e i suoi derivati hanno infatti impresso allo sviluppo tecnologico un'accelerazione che non si era mai vista prima, nemmeno ai tempi della Rivoluzione Industriale o della nascita della Radio stessa.
Approfondimento sulla storia della radio















Leonardo Mureddu, autore di 
una vera e propria guida per chi vuole saperne di più sull’ invenzione che ha modificato la storia della radiofonia.




IL PRIMO CONTATTO


Erano scatolette di plastica abbellite da qualche fregio cromato e racchiuse in una lussuosa custodia in cuoio, che col loro peso di poche diecine di grammi erano in grado di sintonizzarsi con precisione su tante stazioni senza diventare neppure leggermente tiepide. Venivano chiamate “radioline a transistor” o semplicemente “transistor”.


PRIMA DEI TRANSISTOR

I ricevitori portatili sono praticamente sempre esistiti, fin dai primi giorni della radio. Anche l’alimentazione a pile non era certo una novità ai tempi dei primi transistor. 
Il problema, nell’ alimentazione delle valvole, è che erano necessarie diverse batterie per fornire vari tipi di tensioni e quindi il consumo elettrico di un apparecchio a valvole era sempre piuttosto alto, e di conseguenza l’autonomia dell’alimentazione a pile è decisamente scarsa (circa 10 ore) anche se era possibile alimentare l’apparecchio direttamente dalla rete luce quando era presente.



LA NASCITA DEL TRANSISTOR



Il primo prototipo funzionante fu realizzato nel mese di dicembre del 1947 nei laboratori del Bell Labs: dal gruppo di ricerca guidato da William Shockley, premiato nel 1956 con il premio Nobel per la Fisica con la motivazione «per le ricerche sui semiconduttori e per la scoperta dell'effetto transistor». 


Il primo Transistor
Il transistor è un dispositivo elettronico a semiconduttori che permette il controllo di un segnale elettrico di uscita da parte di un segnale di ingresso: in particolare, il transistor ha la capacità di amplificare il segnale. Storicamente ha sostituito nelle applicazioni i tubi termoelettronici (valvole): rispetto a questi i transistor presentano minore fragilità, vita molto più lunga, valori delle tensioni di alimentazione assai più bassi e dimensioni d'ingombro drasticamente ridotte. 
Sono impiegati in elettronica analogica per realizzare amplificatori e oscillatori, e in elettronica digitale per realizzare circuiti integrati.