giovedì 29 maggio 2014

1.5) Scoprire Istanbul post 3

Eccoci al terzo ed ultimo appuntamento della nostra rubrica intitolata "Scoprire la Turchia con Pamuk".  Il tema del post è:

"La nascita del vero museo dell'innocenza ad Istanbul"





Dopo la pubblicazione nel 2008 del romanzo, nell’aprile 2012 nasce a Istanbul (nel quartiere di Çukurcuma), in una vecchia palazzina ben restaurata il vero museo dell’innocenza (scrive La Stampa).



I lettori che tanto hanno amato il libro di Pamuk hanno la possibilità di entrare nel romanzo con la piacevole e seducente illusione che tutto ciò che in questo luogo si rappresenta sia accaduto realmente (perché in realtà si tratta di una finzione). 

L’autore con l’aiuto di artigiani e architetti ha creato un allestimento straordinario, curato nei minimi particolari, e in pochi mesi, il museo è già divenuto una delle mete turistiche più frequentate della città, con diverse migliaia di visitatori. 

L’esposizione non accoglie più di cinquanta visitatori alla volta, e, dunque, è possibile godere con tranquillità della particolare atmosfera creata al suo interno. 





Clicca sul link sottostante per andare alla recensione e scoprire tutte le informazioni su questo luogo.


























lunedì 26 maggio 2014

3.5) Cabine telefoniche

"Chiamali da una cabina, ce l'hai un gettone? [...] 
Si  poteva telefonare da alcuni negozi, drogheriee caffè, dove il titolare, con abile spirito imprenditoriale, aveva installato dei telefoni"
(Cap. 42, pag 224)






Le cabine telefoniche si diffusero in tutti i paesi industrializzati a partire dagli anni '10 del XX secolo.

In Italia, l'installazione della prima cabina telefonica pubblica, risale al 10 febbraio 1952 in piazza San Babila a Milano, per iniziativa della concessionaria Stipel. In Italia le cabine telefoniche hanno ospitato diversi tipi di apparecchi telefonici: dai telefoni con combinatore a disco, a tastiera, only card di colore rosso con cornetta nera (immagine a fianco) ed infine al modello Digito in funzione dal 2002, tuttora presente nelle cabine attive. 

A partire dagli anni duemila, il calo dell'utilizzo delle cabine telefoniche ha pregiudicato anche l'uso delle schede telefoniche, infatti nonostante la Telecom Italia ne distribuisca ancora la vendita, attualmente è pressoché improbabile trovare un rivenditore fornito che le metta in commercio. Le postazioni pubbliche telefoniche attive, difficilmente presentano la sola fessura per l'utilizzo esclusivo della scheda telefonica; al contrario invece, una percentuale dei telefoni pubblici (perlopiù quelli installati nelle strutture pubbliche o private) presentano la sola fessura per i pagamenti in moneta.

 I gettoni telefonici uscirono dalla circolazione il 31 dicembre 2001 con l'avvento dell'euro e le schede magnetiche sono diventate oggetti sempre meno utilizzati.

Nel 2005 si stimava la rimozione quasi totale delle cabine sul territorio italiano (attualmente 103mila circa), tuttavia nel 2011 si è registrata un'inversione di tendenza e la Telecom sta valutando la loro sostituzione con cabine di nuova generazione. 
2012 --> A Torino, nasce la CABINA TELEFONICA INTELLIGENTE 

venerdì 23 maggio 2014

5.4) Aristotele - Fisica e cosmologia


"Aristotele, nella Fisica, distingue tra gli istanti particolari che chiama 'ora' e il Tempo. 
I singoli istanti sono gli elementi indivisibili come l'atomo e la materia; il Tempo, invece, è la linea che unisce questi istanti indivisibili."
(cap 54, pag 314)







ARISTOTELE

Aristotele fu un filosofo greco (384-83 a. C. - 322 a. C.) nonchè, con Socrate e Platone, uno dei più grandi pensatori dell'antichità e di tutti i tempi. 
Nato da una famiglia di medici, si formò nell'Accademia platonica, si occupò dell'educazione di Alessandro Magno; tornato ad Atene fondò nel 335-34 la sua scuola, il Liceo
La sua attività di ricerca è stata prodigiosa: ha affrontato studi di metafisica, fisica, biologia, psicologia, etica, politica, poetica, retorica e logica, discipline cui diede veste sistematica, creando una vera e propria "enciclopedia del sapere" che ha dominato la cultura occidentale sino al XVII secolo. Il corpus aristotelico, cioè il complesso delle sue opere a noi pervenute, è costituito dagli scritti esoterici (interni, cioè destinati alla sua scuola), mentre degli scritti essoterici (destinati al pubblico) restano pochi frammenti. 

Le opere pervenute: opere di logica;  fisica, filosofia, motali e politiche, poetica.
Opere e pensiero secondo l'enciclopedia Treccani.




FISICA

Fisica è il titolo di un trattato in otto libri di Aristotele e, come tutte le altre opere aristoteliche, anche la Fisica è il risultato del lavoro di ricostruzione dei frammenti, operato probabilmente da Andronico di Rodi



Il libro I tratta dei principi del Divenire ovvero argomenta la molteplicità dei modi dell'essere e confuta della sua immobilità mentre nel libro II sono trattate le sue quattro cause.



I libri III, IV, V, VI costituiscono uno studio organico sul concetto di movimento e i suoi relativi concetti connessi di: infinito (l'atto della potenza, dell'incompiuto), luogo e tempo (i limiti della realtà).


Il VII continua l'analisi del Movimento e si accenna al concetto di Motore mentre l' VIII postula l'esistenza di un Primo motore immobile ed eterno.
Aristotele affermò l'esistenza di un essere divino, definito 'motore immobile', che è causa dell'unità e del fine che si prefigge la natura. Questa entità è perfetta ed è perciò l'aspirazione di tutte le cose del mondo, poiché tutti gli enti desiderano essere partecipi della perfezione. Il motore immobile, che nella tradizione filosofica medievale è stato identificato con Dio, nella descrizione di Aristotele non è suscettibile di interpretazioni religiose, come hanno osservato molti filosofi e teologi contemporanei. Il motore immobile, ad esempio, non ha creato il mondo e non è interessato a ciò che accade nel mondo. 



TEORIA COSMOLOGICA
https://www.youtube.com/watch?v=06qqFlGW89g

mercoledì 21 maggio 2014

4.3) Storia della chirurgia estetica

"Con uno dei primi interventi di chirurgia estetica in Turchia si era fatta rifare il naso
(Cap. 56, pag 334)




LE ORIGINI


La pratica della chirurgia estetica sarebbe nata in India al fine di ricostruire o riparare parzialmente determinate parti del corpo danneggiate a causa dell'usuale pratica della "mutilazione giudiziaria" (ossia l'amputazione di parti del corpo in seguito alla trasgressione di alcune leggi).
Il "Sushruta Samhita", documento del chirurgo indiano Sushruta, è da considerarsi il primo vero trattato di chirurgia estetica in cui si descrivono le procedure di cauterizzazione, estrazione, amputazione, suturazione. 


In Grecia, nel "Corpus Hippocraticum", Ippocrate fa riferimento a deformità e malformazioni del volto, citando tecniche ricostruttive derivanti proprio dall’ India. 
Nell’ antica Roma la chirurgia era applicata nei campi di battaglia e sui gladiatori.


Nel XI secolo l’arrivo degli Arabi nella penisola portò con sé anche l’arte e le tecniche mediche da loro praticate. In questa fase la pratica medica era affidata alla classe religiosa ma con l’editto del 1215 di Innocenzo III questa attività venne proibita perchè giudicata immorale.






GASPARE TAGLIACOZZI



Nel XVI secolo la pratica della chirurgica era nella mani di barbieri e mestieranti che operavano clandestinamente, affidandosi all’ esperienza più che ad una conoscenza scientifica.
Un punto di svolta importante per la medicina estetica si ebbe nel 1597, con la pubblicazione dell’opera "De curtorum chirurgia per insitionem", del medico Gaspare Tagliacozzi
Quest’opera è da considerarsi il primo trattato di chirurgia estetica occidentale. In esso il medico descrive attentamente la tecnica di ricostruzione nasale che prenderà il nome di "metodo italiano", suddividendola in più fasi. Essa traeva spunto proprio dalla tecnica utilizzata dalle famiglie italiane sopra citate ma implementata di numerosi migliorie procedurali tra cui l'utilizzo di strumenti specifici quali le fobici e le tenaglie.






L'INDIPENDENZA PROFESSIONALE

La Chirurgia estetica rinacque come arte professionale, solo dopo la Prima guerra mondiale in risposta alle emergenze scatenate dalle guerre di trincea, gravi dal punto di vista chirurgico e morale. 
Grazie allo sviluppo dell’anestesia, la chirurgia estetica trasse un notevole impulso e nel  1919 venne pubblicato dal Dott. Staige Davis il 
manuale di chirurgia plastica, Plastic Surgery.

Vilray Blair, chirurgo plastico di fama internazionale, fondò la Commissione americana di chirurgia plastica (Abps, American Board of Plastic Surgery). 
Tra il 1937 e il 1941 la chirurgia plastica fu riconosciuta come disciplina indipendente, i chirurghi plastici cominciarono a definire un programma standardizzato di istruzione e di formazione, attinente a numerosi campi correlati fra cui la chirurgia generale, toracica e orale, la dermatologia, l'otorinolaringoiatra, l'oftamologia e l'odontoiatria.



La storia della chirurgia secondo Focus

sabato 17 maggio 2014

3.4) Il Televisore

"Fatma, a differenza degli altri domestici occidentali, non aveva la Tv in camera. Da quando quattro anni prima la televisione turca aveva cominciato a trasmettere, noi avevamo comprato un televisore e ogni sera Fatma si sedeva sul punto più lontano del salotto."
(Cap 48, pag 256)






La prima televisione venne commercializzata da Baird tra il 1928 e il 1934 nel Regno Unito, Stati Uniti e Russia. Questi apparecchi erano inizialmente delle radio con l'aggiunta di un dispositivo televisivo, costituito da un tubo al neon dietro a un disco meccanico rotante (brevettato dall'ingegnere Nipkow nel 1884, vedi approfondimento sottostante)..
Nel periodo 1930-33 vennero vendute circa un migliaio di unità e, entro la Seconda Guerra Mondiali, si stima che siano state prodotte circa 19.000 unità. Successivamente, per esigenze belliche, la produzione si ferma nell' Aprile 1942, per riprendere nell'Agosto del 1945.
Dalla metà degli anni '60 iniziano a diffondersi in tutto il mondo i televisori a colori mentre in Italia, si diffusero ancora apparecchi-televisivi in bianco e nero ancora tra gli anni '50 e '60.



Video che spiega il funzionamento dei display CRT (Tubi catodici)




DISCO DI NIPKOW



Il disco di Nipkow è un dispositivo meccanico a disco che analizza e riproduce le immagini. Fu inventato il 24 dicembre del 1883 da Paul Gottlieb Nipkow.
Il sistema di scansione dell'immagine è basato sull'uso di un disco rotante con una serie di fori disposti a spirale, ciascuno spaziato dal successivo della larghezza dell'immagine.
Un fascio dell'immagine illumina ciascuna riga dell'immagine attraverso i fori. l'intensità del fascio (che dipende dall'immagine) è convertito da un segnale elettrico dalla cella.
Dal lato ricevente un disco rotante identico ruota alla stessa velocità di fronte ad una lampada la cui intensità luminosità varia in base al segnale luminoso ricevuto.
La scansione dell'immagine è completata dopo un'intera rotazione del disco e, se la rotazione avviene con sufficiente velocità, l'occhio umano non percepisce i frammenti dell'immagine ma l'immagine nella sua interezza.
Tuttavia, a causa delle enormi difficoltà pratiche, e soprattutto a causa della mancanza di un adeguato metodo di amplificazione dei segnali elettrici deboli, Nipkow non tenterà mai di realizzare praticamente la sua idea.
Il sistema di Nipkow fu poi messo in pratica da John Logie Baird nel 1925.




sabato 10 maggio 2014

5.1) Audubon, "The birds of America"

"Nel quadro c'era qualcosa che ricordava le miniature indiane influenzate dalla pittura inglese, i disegni di uccelli giapponesi, la precisione di Audubon..."
 (Cap. 64, pag 408)




John James Audubon (1785 - 1851) è stato un ornitologo, illustratore e pittore statunitense di origine francese, famoso soprattutto per avere realizzato 435 illustrazioni di uccelli americani grazie alle opere "The birds of America",( 1827-38) e "Ornithological biography" (1831-39).



The Birds of America di John James Audubon, è il libro stampato più caro del mondo, in circolazione ci sono solo 119 copie.
Si tratta di un volume davvero elegante, realizzato in 6 anni, edito nel 1830 in formato 100×70 cm, per consentire illustrazioni a grandezza naturale degli uccelli. Per la sua rarità e bellezza, è stato venduto all’asta a Londra per quasi 8 milioni di euro.
Audubon, oltre ad essere un grande artista, era anche un attento naturalista e voleva che scienza ed arte dell’illustrazione ornitologica confluissero in questa grande opera. Così Sir James era anche un cacciatore incallito, aveva personalmente ucciso tutti gli uccelli che voleva disegnare, per essere più preciso.




In suo nome è stato fondato The Audobon Institute comprensivo di Zoo, Insettario, Acquario.
Il nome di questo centro è accompagnato dalla frase: "Celebrating the Wonders of Nature" (tradotto Per celebrare le Meraviglie della Natura).

3.2) Storia del Cinema: parte II

"Di preciso non me lo ricordo perchè nella mia mente 
<<si era spezzata la pellicola>>. Questa espressione la usavano i giovani... " 
(Cap. 49, pag 269)



L'INVENZIONE DELLA 
PELLICOLA CINEMATOGRAFICA 




Una pellicola cinematografica è un nastro di poliestere o di triacetato di cellulosa che contiene una serie di diapositive (fotogrammi), che vengono proiettate in successione tramite un apposito proiettore cinematografico.








La pellicola cinematografica è una invenzione di George Eastman, che nel 1885 inventò la pellicola in celluloide come supporto per gli alogenuri di argento fotosensibili. Con il XX secolo, l'avvento delle macchine dei fratelli Lumière e l'esplosione commerciale del cinema nacquero altri formati e altre possibilità, come quella del colore.
La pellicola più usata e quella standard della case cinematografiche è quella a 35 mm, con quattro perforazioni per fotogramma secondo il progetto di Thomas Edison, che l'aveva usata per primo.


Ogni fotogramma è fiancheggiato da una o più perforazioni, necessarie affinché il proiettore possa agganciare la pellicola e farla scorrere con moto intermittente davanti al fascio di luce necessario alla proiezione.
Sui bordi della pellicola sono poi collocate le tracce audio, oggi codificate secondo vari standard, tutti presenti negli attuali film 35mm.






DOCUMENTARIO A CURA DEL GIORNALE LUCE





domenica 4 maggio 2014

3.1) Storia del Cinema: parte I

A partire dalla metà del libro, dopo che il protagonista Kemal ri-incontra l'amata Fusun, si parla della realizzazione di un film in cui lei sia l'attrice principale. Da queste pagine numerosi sono i riferimenti alla cinematografia come la sceneggiatura, locali frequentati da attori in cerca di contratto, case cinematografiche emergenti ecc...



Da metà giugno andammo a vedere più di cinquanta film nei cinema estivi all'aperto. 
Espongo qui i biglietti, le fotografie, le locandine... " 
(Cap. 52, pag 287)





I FRATELLI LUMIERE 


Auguste Marie Louis Nicolas Lumière, nato a Besançon il 19 ottobre 1862, e Louis Jean Lumière, nato a Besançon il 5 ottobre 1864, avevano la fotografia nel sangue: il padre era un noto imprenditore e fotografo e permise ai figli di fare le prime esperienze nel settore: Auguste come direttore, e Louis come fisico.

Proprio il fratello minore, grazie alle sue conoscenze, affinò la tecnica della lastra secca, la pre-pellicola fotografica. I Lumière fecero la prima vera invenzione “cinematografica” nel 1894 con il cinématographe (cinematografo), un apparecchio rivoluzionario destinato a tutto il pubblico, che fungeva da camera e soprattutto da proiettore di immagini.


“La Sortie de l'usine Lumière" (l'uscita dalle officine Lumière) fu il loro primo film, proiettato il 28 dicembre 1895 davanti a un pubblico pagante al Gran Cafè del Boulevard des Capucines di Parigi.



IL CINEMATOGRAFO



Non che fossero stati i primi ad avere questa brillante idea:. Thomas Edison nel 1889 realizzò una cinepresa (detta Kinetograph) ed una macchina da visione (Kinetoscopio): la prima era destinata a scattare in rapida successione una serie di fotografie su una pellicola; la seconda consentiva ad un solo spettatore per volta di osservare, tramite un visore, l'alternanza delle immagini impresse sulla pellicola.

Ai fratelli Lumière si deve comunque l'idea di proiettare la pellicola, così da consentire la visione dello spettacolo ad una moltitudine di spettatori.


Il cinématographe proiettava su schermo bianco una serie di immagini nitide e ben distinte, precedentemente stampate su una pellicola attraverso un processo già utilizzato in ambito fotografico; in questo modo si mostrava l’azione in movimento o, almeno, si dava l'illusione dell’azione.
Dopo il proiettore, i Lumière apportarono una rivoluzionaria modifica alla pellicola cinematografica: crearono e brevettarono il foro di trascinamento, per permettere alla pellicola di scorrere nel proiettore.




DIRITTI DELL'INVENZIONE

Nel 1896 cominciarono un giro di propaganda con il cinématographe, a Londra e New York il successo fu immediato, una vera rivoluzione che lasciava a bocca aperta; altri macchinari furono creati al fine di noleggiarli e imporre il cinema nel resto d'Europa.
Si esposero alla copiatura dell’apparecchio ma, resistendo, i Lumière non vendettero nessuno dei loro cinématographe e, dopo svariate cause, solo nel 1900 decisero di cedere i diritti di sfruttamento dell'invenzione (dicevano che il pubblico si sarebbe stancato di osservare queste immagini in movimento e reputavano che il cinematografo sarebbe stato utilizzato solo per fini documentaristici, non come mezzo di spettacolo).





sabato 3 maggio 2014

4.1) L'antidolorifico: il farmaco del Novecento

"Nel cartellone pubblicitario del Paradison, 
un antidolorifico che, in quel periodo, mi aveva colpito nelle farmacie di Istanbul” 

(Cap. 26, pag 163)



In questo capitolo, intitolato “La localizzazione anatomica della sofferenza amorosa”, il protagonista Kemal spiega le origini del suo dolore amoroso (a partire dallo stomaco fino a diffondersi nelle cavità addominali, schiena, braccia, gola e nuca) e accenna l’uso della ginnastica e di antidolorifici.
Gli antidolorifici sono sostanze che inibiscono la conduzione del dolore a livello del sistema nervoso periferico.


Il capostipite è l'acido salicilico, estratto dalla corteccia del salice ma, a causa del suo difficile assorbimento oggi si usa un suo derivato, l'acido acetil salicilico, o meglio aspirina.
Fu sintetizzato nel 1897 da Felix Hoffman, che modificò l'acido salicilico puro per curare i reumatismi.
Nello stesso anno la Bayer, casa farmaceutica che allora produceva farmaci e vernici, intraprese una serie di sperimentazioni dell'aspirina su animali ottenendo ottimi risultati e effetti collaterali trascurabili.
Il nome deriva da "a" che indica "acetile" e "spirsaure" che è il nome dell'acido salicilico nella lingua tedesca.


Nel 1899 viene messa in commercio; il suo primo uso massiccio fu fatto durante l'epidemia di febbre spagnola in seguito alla Prima Guerra Mondiale. Come parte del risarcimento in seguito ai danni causati dalla Germania, nel 1919 nel trattato di Versailles fu cancellato il brevetto dell'Aspirina alla Bayer: da quel momento qualsiasi casa farmaceutica francese, statunitense, russa avrebbe potuto sintetizzarla. 
Tuttavia il meccanismo d'azione venne solo intuito nel 1970 da John Vane, che per questo ottenne il Nobel per la medicina nel 1982.



venerdì 2 maggio 2014

6.3) Lavorazione della porcellana

"Quello che aveva vissuto si chiama delusione d'amore: 
penso che questo cuore di porcellana, che espongo qui, potrà far capire fino in fondo la mia sofferenza a chiunque visiterà il nostro museo"
(Cap 53, pag 298).



Finora nel blog si son trattati riferimenti alle innovazioni tecnologiche, piuttosto complesse che riguardano molti campi scientifici specifici  come il magnetismo o l'elettronica; questo post riguarda la tecnica, la lavorazione dell'artigiano di un prodotto molto antico che viene commercializzato ancora adesso: la porcellana.



CHE COS'E'

La porcellana è un tipo di ceramica, ottenuta dall’'impasto fra acqua e polvere di caolino, di quarzo e di feldspato, che una volta modellato viene cotto in speciali forni a temperature molto alte, tra i 1300° e i 1400° C. Oppure secondo l'enciclopedia Treccani




STORIA
La produzione di porcellana ha origine in Cina, intorno all’'anno 1000, grazie alle esperienze dei ceramisti orientali della Persia e della Mesopotamia, la lavorazione venne perfezionata con la decorazione del vasellame con il blu cobalto, dando origine alla famosa porcellana bianca e blu, molto apprezzata anche in Europa.
Le porcellane prodotte in Cina durante le dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912) sono attualmente considerate dei veri e propri tesori artistici.




Nel continente europeo la porcellana fa il suo ingresso nel XIII secolo, quando Marco Polo, di ritorno dalla Cina, oltre alle spezie e alle sete, portò anche molti oggetti in porcellana, fino a quel momento sconosciuta e avrà un boom di diffusione tra il XV e il XVI secolo, quando gli oggetti in porcellana vennero importati dai mercanti e andarono ad arricchire le collezioni private dei nobili e degli aristocratici europei.

I ceramisti cercarono di riprodurre il misterioso e prezioso materiale bianco che proveniva dall'Oriente e che era impossibile creare con le terre che si trovavano in Europa in particolare nei laboratori della corte di Francesco I De Medici.
Nel 1700 un giovane alchimista tedesco, Johann Friedrich Bóttger riuscì ad individuare gli “ingredienti” che la componevano, ossia il caolino e il feldspato, rispettivamente resistente alle alte temperature e fusibile durante la cottura, con funzione di legante dei granuli di caolino.

Ebbe inizio la produzione di porcellana di Meissen, detta anche porcellana di Dresda, diventato oggi un marchio di fabbrica.

La scoperta del tedesco Bóttger fece si che nel resto dell'’Europa si iniziassero a produrre vari tipi di porcellana, come in Francia, a Limoges, dove vi erano depositi di caolino. 
Le porcellane francesi famose sono quelle di Limoges, di Chantilly e di Sèvres, in Italia è famosa la porcellana di Capodimonte.


Anche in Inghilterra si iniziò a produrre porcellana e nel 1800 un produttore aggiunse alla “miscela” cenere di ossa animali che rendevano il prodotto più resistente; questo nuovo tipo di porcellana fu chiamata Bone China.





LINKs:SCOPRIRE E VEDERE LE PORCELLANECollezioni di porcellane: http://www.laporcellanabianca.it/#
Museo a Firenze: http://www.uffizi.firenze.it/musei/?m=porcellane
Museo Gustavberg a Stoccolma: http://www.visitstockholm.com/it/Cosa-fare/Attrazioni/museo-della-porcellana-di-gustavsberg/854


CURIOSITA': UNA PORCELLANA DA RECORD!

Notizia del 2014: Shanghai Liu Yquian, un miliardario cinese ha sborsato 26 milioni di euro per una tazza da zuppa di porcellana della dinastia Ming. Essa risale al periodo Chenghua (1465-1478), è stata acquistata all'asta alla cifra record di 36,05 milioni di dollari, equivalenti a circa 26 milioni di euro.